lunedì 21 luglio 2014

Dopo sette anni sono tornato a Cuba...

Dopo sette anni sono tornato a Cuba.
Il motivo principale è stato il compleanno di mia figlia Alice, che ha compiuto 15 anni: gli italo-cubani che leggono queste righe non hanno bisogno di spiegazioni... gli altri sappiano solo che per una fanciulla di origini cubane compiere 15 anni è un evento d'importanza pari al matrimonio, anzi forse ancora più importante. Il matrimonio spesso è effimero e il destino ingrato potrebbe farti pentire di aver detto di sì ad un cretino che ti ha rovinato l'esistenza; invece il fantastico ricordo del tuo 15° compleanno non te lo porterà via nessuno. Per questo motivo non si bada né alle spese, né al numero degli invitati. Pure io, che sono noto per i miei toni sobri e dimessi, ho dato il pieno consenso a tutte le richieste pervenute da parte di moglie e figlia. Tanto per dare un'idea del livello di accondiscendenza al quale sono arrivato, basti dire che il giorno della cerimonia ufficiale mi sono addirittura vestito con giacca e cravatta (e scusate se è poco, con 34 gradi e 90% di umidità!). D'altra parte, quale padre non farebbe qualsiasi cosa per rendere felice la propria figlia?

Già che c'ero, durante la vacanza mi sono concesso anche una visita a L'Avana, dove non mettevo piede dal 2002: stavolta non potevo perdere l'occasione per farmi fotografare davanti ad un'icona della Rivoluzione. No, non è il Che Guevara e nemmeno Fidel Castro; trattasi invece di Camilo Cienfuegos, Coloro che non hanno la più pallida idea di chi egli sia, possono dare un'occhiata qui (in spagnolo) oppure qui (in italiano).

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